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Pilastri Medicina funzionale 1

1° Tubo Digerente /Microbiota

La gran parte delle patologie umane nasce dall'intestino; questa affermazione di Ippocrate pronunciata duemila anni fa è quanto mai attuale; ho la ferma convinzione che molte patologie nascano da un cattivo funzionamento dell'apparato digerente; l'integrità del nostro organismo è garantita da un corretto funzionamento delle barriere che ci separano dal mondo esterno; la nostra percezione è che la più importante sia quella cutanea; ci separa dal mondo esterno e con essa ci presentiamo agli altri; in realtà quella che a mio parere gioca un ruolo estrememente importante è la barriera intestinale; se dispiegassimo l'enorme superficie intestinale questa occuperebbe circa 300 m quadri di superficie; per altro una barriera molto delicata perchè a differenza di quella cutanea è costituita da un unico strato di cellule intimamente legate fra loro e il cui ruolo è quello di filtrare l'assorbimento del cibo. Inoltre sopra questo sottile strato di cellule vi è una  enorme  distesa di batteri che nel complesso sono 10 volte le cellule del nostro organismo; esso prende il nome di microbiota intestinale ed ha un grande ruolo nel mantenere la salute; anzitutto si è visto che questa popolazione è modificabile in relazione alle abitudini alimentari. Per esempio il microbiota di persone vegetariane è diverso da quelle onnivore e pure quello di popolazioni africane è diverso da quello del mondo occidentale; questo ha molte ricadute in campo salutare; per es. si è visto che le persone obese hanno una flora diversa con prevalenza di Firmicutes rispetto a Batteriales. Ecco perchè una corretta flora intestinale è la premessa per un completo benessere.

Un esame interessante che ci consente una valutazione del microbiota è il GUT  SCREENING. Questo esame ci consente di valutare l'equilibrio  della flora intestinale e l'eventuale presenza di batteri patogeni o parassiti.

2.Mitocondri / Stress ossidativo

I mitocondri sono organuli presenti nelle cellule del nostro organismo e sono considerate la centrale energetica della cellula, dove cioè avviene la produzione dell'energia necessaria alla cellula per svolgere le sue funzioni. I mitocondri hanno un loro genoma e si riproducono all'interno della cellula in maniera indipendente. Si sono originati circa 1,5 miliardi di anni fa per una sorta di cooperazione tra i progenitori delle cellule eucariote, che hanno pertanto delegato a questi organuli la produzione dell'energia in maniera più efficiente. E' all'interno di questi organuli che viene prodotta l'energia in forma di ATP che consente alla cellula di funzionare. Appare sempre più importante il ruolo di tali organuli perché una loro efficiente attività permette alla cellula di riprodursi correttamente; nel caso di insufficiente attività la cellula perde la capacità di controllo e può anche evolvere in senso neoplastico. I mitocondri giocano quindi un ruolo centrale nella regolazione  della morte cellulare programmata, o apoptosi. Ora sappiamo che i mitocondri hanno un  ruolo critico per la vita/morte della cellula, nella scelta tra vita o attivazione  di morte cellulare programmata. Un danno mitocondriale può contribuire allle malattie degenerative tra cui l'Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Huntington.

3. Acidi Grassi Essenziali

Una corretta presenza di acidi grassi essenziali nelle membrane cellulari è fondamentale per una corretta risposta infiammatoria che deve essere modulata adeguatamente nella sua espressione.

Mentre gli acidi grassi essenziali omega 6 hanno una risposta infiammatoria più intensa, quelli omega 3 tendono a dare una risposta infiammatoria minore; ci deve essere all'interno della membrana plasmatica un buon equilibrio fra omega 6 e omega 3.

Purtroppo il tipo di alimentazione del mondo occidentale determina un eccesso di omega 6 rispetto agli omega 3 con il risultato di avere risposte infiammatorie maggiori; mentre nel passato il rapporto omega omega 6 omega tre era di 1:1 ora  è comune travare rapporti di 10-20 a 1.

4. Fegato disintossicazione

La disintossicazione è un'attività metabolica che permette all'organismo di trasformare una sostanza tossica  in un derivato in grado di essere eliminato con le urine o con le feci. Questo processo è in gran parte realizzato del fegato, la nostra principale centrale metabolica, e in minor misura dall'intestino e dai reni. Una adeguata attività di disintossicazione è di fondamentale importanza per mantenere un buono stato di salute; questo è soprattutto importante nel contesto ambientale attuale dove il carico tossico è sempre più pesante. Altre importante fonti di tossicità sono i sottoprodotti endogeni del metabolismo e  quelli originati da un cattivo funzionamento dell'apparato digerente. Possiamo senz'altro affermare che un buono stato di salute dipende dalla capacità del nostro organismo di eliminare le tossine  esogene ed endogene.

Tossine esogene

Xenobiotici: insetticidi, erbicidi, farmaci, solventi, metalli pesanti

Tossine biologiche: aflatossine, lectine

Inalanti Biologici

Fenomeni fisici: campi elettromagnetici

Tossine voluttuarie: alcool, fumo, droghe

 

Tossine  endogene

Metaboliti tossici e sottoprodotti di flora batterica disbiotica come le amine biogene (cadaverina, spermina, spermidina, putrescina)

 

Un concetto importante è che il carico totale (Toxic Burden) amplifica la tossicità; a volte capita di essere esposti a dosi elevate di una sostanza tossica; tuttavia è più facile essere esposti per lunghi periodi a una vasta gamma di sostanze tossiche; ciascuno di queste, prese singolarmente, potrebbe non essere abbastanza nociva da creare malattie, ma, combinata con altre tossine, può determinare il superamento delle capacità di detossificazione epatica, fino a manifestare una malattia.

Altro concetto importante è che le capacità di detossificazione possono variare da un individuo all'altro per ragioni genetiche; in particolare, determinati polimorfismi riguardo i geni codificanti per i citocromi, ossia gli enzimi preposti alla metabolizzazione delle tossine, possono causare una ridotta capacità di eliminazione delle tossine; ecco perchè alcuni soggetti, a parità di esposizione al carico tossico, possono manifestare gravi sintomi (Sindrome da stanchezza cronica, Malattia da sensibilità chimica multipla, autismo).

Qualunque patologia può essere aggravata dall'esposizione a tosssine, p.es. cefalee croniche, mialgie, parestesie, infezioni ed infiammazioni croniche, infertilità, stanchezza cronica, depressione, malattie della pelle come psoriasi, acne , eczema. 

La detossificazione del fegato avviene in tre fasi:

Fase I: questa fase , attuata dai citocromi, rende le tossine coniugabili attraverso l'aggiunta di gruppi funzionali; si generano tuttavia prodotti reattivi che devono essere smaltiti per non causare danni.

Fase II: In questa fase i prodotti vengono coniugati in modo da poter essere eliminati attraverso reazioni di coniugazione con glutatione, glucoronazione, sofoconiugazione, acetilazione

Fase III attraverso questa fase le tossine, ora idrosolubili vengone escrete attraverso proteine che consentono il passaggio dgli epatociti nei canalicoli biliari. Se questo non accadesse si accumulerebbero sostanze tossiche nel fegato

5. Immunità / Infiammazione

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